Nella Route du Rhum nessuna boa impone la rotta tra la boa di Cap Fréhel e la Guadalupa. Ogni skipper sceglie il percorso in base alla meteo, ed è la meteo ad aprire i distacchi sul tracker. Le Figaro Nautisme ha intervistato Cyrille Duchesne, responsabile delle previsioni di METEO CONSULT, che segue la regata con la direzione di gara (Figaro Nautisme). Ecco le quattro tappe del percorso viste dal meteorologo.

1. La partenza: i fronti di novembre

A inizio novembre, depressioni e relativi fronti spazzano regolarmente la Manica e il golfo di Biscaglia. Lo scenario temuto: «raffiche violente (50-60 nodi) e un brusco salto del vento da sud-ovest a nord-ovest». L'onda lunga oceanica incrocia il mare di vento, rendendo le prime 24 ore particolarmente dure per barche e velisti.

Non è teoria. Nel 2022 la partenza prevista per domenica 6 novembre fu rinviata a mercoledì 9 novembre alle 14:15 per un fronte molto attivo (Figaro Nautisme, 2022). «Per la prima volta nei 44 anni di storia della Route du Rhum è stato necessario rinviare una partenza», ha scritto la rivista Yacht (Yacht).

2. Nord o sud, e l'anticiclone delle Azzorre

La rotta diretta verso i Caraibi passa vicino all'anticiclone delle Azzorre, un'area di alta pressione al cui centro il vento si spegne. «L'obiettivo dei velisti è non attraversare l'anticiclone, perché al centro i venti sono molto deboli», spiega Cyrille Duchesne. E l'anticiclone si sposta: può estendersi fino al golfo di Biscaglia o ritirarsi verso Madera o le Bermuda. «Tutta la strategia sta nel trovare la "porta"», il varco che permette di aggirarlo senza aggiungere troppe miglia.

Più a nord, un «treno di depressioni» avanza da ovest a est. «Le depressioni atlantiche sono insieme le migliori alleate degli skipper e i loro principali nemici»: portano vento per andare veloci, ma bisogna evitare i sistemi più attivi e il loro mare incrociato, che logora le barche. Il sud-ovest davanti ai fronti caldi spinge le barche verso ovest, il nord-ovest dietro i fronti freddi le aiuta a ridiscendere verso sud.

3. Alisei e groppi

Aggirato l'anticiclone da sud, le barche raggiungono gli alisei, «noti per essere regolari e moderati». Possono comunque essere capricciosi: possono «spegnersi o raggiungere 40 nodi sotto i groppi», e la loro direzione «può variare di un centinaio di gradi tra nord-nord-est e sud-est».

I groppi sono nubi convettive che si formano nell'aria tropicale calda e umida. Sotto un groppo il vento può passare «da 10-15 nodi a 35-40 nodi in pochi minuti», poi cadere in una calma improvvisa. Da soli, di notte, è uno dei momenti più delicati della regata.

4. L'arrivo: intorno a Basse-Terre

La banchina della Darse a Pointe-à-Pitre
Foto: Filo gèn', CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Prima di tagliare la linea a Pointe-à-Pitre, gli skipper girano intorno a Basse-Terre. «Il rilievo della Guadalupa, dominato da La Soufrière, disturba molto gli alisei»: il vento accelera intorno ai capi e si spegne sottovento all'isola. In quei buchi di vento un vantaggio può sciogliersi, e un arrivo serrato può decidersi lì.

Cosa guardare sul tracker

  • Le prime 48 ore: chi rischia di più nel golfo di Biscaglia e chi si ripara o fa uno scalo tecnico.
  • La latitudine delle barche in avvicinamento alle Azzorre: un gruppo a nord punta sulle depressioni, uno a sud sulla porta intorno all'anticiclone.
  • Le ultime ore intorno a Basse-Terre, dove la classifica può ancora cambiare.

Per vedere queste scelte prendere forma, tutta la flotta è sulla nostra pagina in diretta della Route du Rhum, con posizioni e tracce a ogni rilevamento. Il percorso completo è sulla pagina della Route du Rhum sul globo. Tracker ufficiale, TV e il gioco Virtual Regatta sono in come seguire la Route du Rhum 2026, e i migliori punti panoramici per la partenza in dove vedere la partenza a Saint-Malo.